Formato: 17x26,5
Pagine: 208
Data di pubblicazione: 2018
ISBN: 978-88-6801-181-9
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Kostas Papaioannou

Un mondo nelle icone. La pittura bizantina e russa dall'XI a XVI secolo

“Il gusto del lusso, per quanto veramente abbagliante possa essere, non deve fuorviare, né la più fastosa decorazione sommergere lo ‘sguardo’ che Bisanzio ha dato all’uomo, a tutti gli uomini. Bisanzio infatti è ‘sguardo’: lo sguardo dello spirito. Ripudiando l’orizzonte terrestre, ci indica ogni volta la stessa sublime direzione che si scopre sulle cupole o sulla pergamena dei manoscritti a Dafni o a Nerez, a Torcello o a Santa Sofia. Tutto lo slancio bizantino si è concentrato in quegli occhi: un supremo compimento della figura umana fatta a immagine di Dio.” Così Kostas Papaioannou inizia e ci inizia all’arte bizantina in un libro riccamente corredato da illustrazioni, cartine e un prezioso dizionario terminologico.
Un’opera in cui lo storico dell’arte greco analizza la nascita e l’evoluzione artistica dell’iconografia bizantina e russa senza isolarla dalla sintesi generale, essendo l’arte bizantina organicamente legata alla religione e allo Stato, e riuscendo così a far scaturire da queste pagine una visione d’insieme che assume i valori di un’epopea, anzi di un’epopea sacra.

Kostas Papaioannou (1921-1981), filosofo e storico dell’arte greco, naturalizzato francese. Dopo aver partecipato alla resistenza greca, è stato obbligato a lasciare il Paese nel ’45, riparando in Francia. Critico del totalitarismo, è stato uno dei maggiori studiosi del Novecento di Hegel, Marx ed Engels, dei quali ha tradotto testi fondamentali. Fra le sue opere ricordiamo: Dalla critica del cielo alla critica della terra: l’itinerario filosofico del giovane Marx (tr. it. 2012), Hegel: la vita, il pensiero, le opere (tr. it. 1979) e La metamorfosi del marxismo (tr. it. 1972).

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